Abbigliamento

  • Tiziano Gianni

    Ciascun animale non umano NON usa abbigliamento, ma solo la propria pelle, i propri peli, le proprie piume.
    Solo l’animale umano usa pelle e peli degli altri ANIMALI come abbigliamento, dopo averli uccisi.
    E talvolta piume per abbellimento.

  • eusebismo

    Purtroppo l’allontanamento dai luoghi temperati di origine. prima. e l’instaurazione di una morale religiosa perbenista, poi,hanno concorso a creare un’”esigenza” che nel presente è abilmente sfruttata per fini commerciali, a scapito di tutti.

  • HR38

    come potrebbe fare una scimmia a farsi un piumino di piume d’oca?
    come potrebbe fare un elefante a farsi delle scarpe con la pelle di un montone?
    sono certo che se fossero sufficientemente sviluppati lo farebbero
    l’animale umano fa tantissime cose che gli altri animali non fanno, per esempio guida l’aereoplano, compone sinfonie e tra l’altro si fa delle borse e scarpe con la pelle di alcuni animali
    invece gli animali si uccidono tra di loro per molto meno, a volte per gioco o per l’invasione di un territorio, a volte uccidono i proprio cuccioli, non hanno molta pietà
    quindi in conclusione tutto questo discorso non ha senso

    • eusebismo

      Sebbene siamo abituati a ritenere il contrario, nelle società animali (non umane) il modello predominante è quello della cooperazione, e non, come invece si tende a credere, quello del conflitto. Questo aspetto è esaminato molto bene, fra l’altro, nel testo “Giustizia selvaggia” di Bekoff e Pierce. Probabilmente il senso del commento precedente era che gli animali non umani non antepongono motivi futili alla sofferenza altrui, il che è vero: il gioco è gioco, e i motivi per uccidersi o ferirsi sono strettamente collegati alla sopravvivenza, propria, della prole o della specie.

      • HR38

        Grazie per il riferimento, ma nella scienza per ogni tesi c’è una contro-tesi, per cui ci sono molti altri ricercatori che sostengono il contrario,
        che hanno fatto osservazioni completamente diverse.
        Personalmente ritengo che sia pericoloso attribuire agli animali delle emozioni umane. Se gli animali collaborano, è comunque per un fine comune di sopravvivenza del gruppo, non credo che sia collaborazione fine a se stessa oppure altruismo allo stato puro.
        Per esempio i leoni quando scelgono un nuovo capo branco uccidono più o meno tutti gli aggregati ed anche i figli del precedente capobranco, giusto per fare piazza pulita e celebrare il cambiamento – mi sembra una forma di collaborazione molto spietata e molto poco umana che però sicuramente non viene citata in questo libro. Alcune scimmie si mangiano i neonati di altre scimmie, se gli gira male possono anche fare fuori i loro stessi. Non mi sembrano esempi di grande sensibilità ed empatia questi.
        C’è di mezzo anche una questione religiosa, solo per chi ci crede, per cui gli animali non hanno un’anima, per cui la loro sensibilità sarebbe sempre molto ridotta rispetto a quella di un essere dotato di uno spirito. In ogni caso mi scuso per il disturbo, La ringrazio e Le auguro Buona Fortuna

        • eusebismo

          Il libro suggerito reca infatti numerosi studi proprio sul concetto di altruismo, con la dimostrazione di casi di comportamenti “generosi” disinteressati e non finalistici, o addirittura comportanti sacrifici. A riprova che non esiste soltanto l’istinto. Per contro, i comportamenti che comunemente consideriamo “bestiali”, cioè quelli ispirati alla ferocia, evidentemente esistono, e questo non è messo in discussione (forse che l’essere umano non coltivi, di ben maggiori, e con effetti più estesi?). Ciò che rilevano gli studi, però, è che si tratta di comportamenti che in proporzione rivestono un ruolo marginale rispetto a quelli di cooperazione. La questione religiosa non è di natura filosofica, dunque non può essere contrastata su basi logiche: è una credenza destituita di prova per definizione, e pertanto si può credere o meno. Ma se anche non esistesse affatto qualcosa come l’anima, negli “anima”li, come negli umani, non vi è ragione per concludere che non vi sarebbe un dovere di rispetto: si tratterebbe semmai di una forma di discriminazione diversa da altre nel criterio, ma analoga nel principio. Si dovrebbe dunque affermare che sia giusto discriminare, in base a questo o quel criterio?

          • HR38

            Gli studi a cui Lei fa riferimento ed a cui Lei si ispira dicono questo. Lei ignora tutti gli altri studi che dicono il contrario.
            Perché a Lei piace questa idea della cooperazione e dell’altruismo degli animali e quindi si ispira a questo particolare testo, ignorando tanti altri esperti che dicono il contrario. Gli autori hanno osservato alcuni fatti e li hanno interpretati come volevano loro; altri hanno interpretato gli stessi fatti a livello “finalistico”. Personalmente dubito fortemente che gli animali abbiano comportamenti generosi a livello di altruismo puro, così come descritti da Lei.
            Ci sono per esempio forme di cooperazione tra delfini in seguito a disgrazie naturali ecc, ma solo per la sopravvivenza del gruppetto, cessano immediatamente dopo (ma per sapere veramente come stanno le cose bisognerebbe chiedere ai delfini stessi).
            Recentemente ho visto un elefante che ha caricato ripetutamente fino ad uccidere a sangue freddo un montone, solo perchè era entrato nel loro territorio, quindi nemmeno c’era un vero scopo, si era solo incazzato un po’ troppo e voleva segnalare agli altri i limiti del territorio. Infatti quello che rilevano altri studi, che Lei volutamente ignora, è che è molto marginale ed occasionale la cooperazione rispetto ai comportamenti più “bestiali”.
            Siccome i comportamenti “bestiali” sono oggettivi e non si possono negare, andiamo a scovarne qualcuno che ha l’apparenza dell’altruismo e diciamo che è preponderante.
            In ogni caso Lei è libero di pensarla come crede e non intendo cercare di farle cambiare idea, anche perchè sono certo per esperienza che sarebbe una causa persa.

            L’essere umano ha fatto tante brutte cose e tante belle cose, essendo essere umano è capace di maggiori alti e bassi rispetto agli animali, ma in genere non massacra i figli ed associati del vecchio leader e nemmeno si mangia i cuccioli degli altri, salvo rare eccezioni patologiche.
            Secondo me di questi tempi me bisognerebbe esaltare meno gli animali e rispettare maggiormente gli umani.
            Non comprendo la frase sull’anima, per me è troppo astratta ed astrusa, e quindi mi astengo dal commentare. Direi solo che questo “dovere di rispetto”, se esiste, gli animali certo non ce l’hanno e non avrebbe un senso a livello evolutivo al di fuori della cooperazione finalistica
            e quindi da qualche parte dovrà venire, non viene dal nulla di per se stesso.

            Con tutto il dovuto rispetto, come già anticipato nel precedente messaggio, che pensavo sarebbe stato l’ultimo, non me la sento di continuare questa discussione; La prego quindi di cooperare, come fanno alcuni animali a cui Lei si ispira, e di lasciare cadere questa polemica.

          • eusebismo

            Tutti i confronti sono ben graditi. Evidentemente per esserci un confronto deve sussistere una volontà reciproca: menzionare le fonti cui si fa riferimento, anzichè tacciare di polemicità il proprio interlocutore sarebbe un ottimo inizio :) Ad ogni modo grazie per l’intervento: anche le critiche sono ben accette in questo blog.